Elezioni Rsu 2025, storie di ordinarie carenze d’organico per i lavoratori di sanità, funzioni centrali e locali La Cgil organizza un’assemblea per chiedere un piano straordinario di assunzioni

Da un lato c’è Giuseppe, infermiere all’ospedale Santo Stefano di Prato, comparto operatorio, che ogni giorno vive sulla propria pelle le carenze d’organico nell’Asl Toscana Centro che comportano la necessità di ricorrere alla produttività aggiuntiva per garantire il regolare svolgimento delle attività chirurgiche programmate. Metodologia che però comporta forte stress e rischio di commettere errori nel personale sanitario. Dall’altro c’è Daniele, ufficiale giudiziario e responsabile dell’Unep di Prato, struttura che convive con croniche carenze d’organico (sono in otto su una pianta di 21 persone) che comportano l’impossibilità di svolgere con regolarità il lavoro quotidiano, con tutto ciò che ne consegue per aziende e privati in termini di mancati servizi. Due storie professionali che si intrecceranno il prossimo 14, 15 e 16 aprile quando si terranno a Prato e Pistoia le elezioni delle Rsu 2025, legate al comparto sanitario, funzioni centrali e funzioni locali. Una chiamata al voto per 4.380 lavoratori a Prato (2.250 nel comparto sanità, 580 per nelle funzioni centrali, 1.300 nelle funzioni locali) e per 4.470 dipendenti a Pistoia (2500 all’Asl, 530 nelle funzioni centrali e 1800 nelle funzioni locali).
Sia Giuseppe Barone che Daniele Vannucchi, infatti, sono candidati nelle fila della Funzione Pubblica Cgil per le elezioni Rsu 2025: il primo nel comparto sanità, il secondo in quello del tribunale di Prato. In totale sono 52 le liste del sindacato di piazza Mercatale, rappresentando ogni luogo di lavoro, per un numero complessivo di 232 candidati. Lo slogan scelto è “Il sindacato per davvero”. Una campagna che vuole toccare tutti i nodi dei vari settori chiamati al volo, basandosi su competenza e piena conoscenza delle materie.
“Siamo in un momento storico in cui la professione infermieristica è poco attrattiva sia a livello universitario che concorsuale – spiega Barone -. Questo significa per il futuro andare incontro a carenze d’organico e a sempre maggiori difficoltà nel reperire personale. Oggi per gli infermieri non c’è un giusto riconoscimento professionale: né economico, né di possibilità di avanzare di carriera. Per non parlare del turnover di chi va in pensione o si dimette: le sostituzioni non sono al 100%, quindi il saldo è costantemente in negativo. Questo significa fare diminuire la qualità dell’assistenza sanitaria: a Prato abbiamo un rapporto di un infermiere ogni 14 pazienti da seguire. E’ una delle medie peggiori della Toscana. Mi candido perché è il momento storico in cui fare sentire la nostra voce: come infermieri e come professionisti sanitari”.
A sostenere l’impegno delle Rsu nel comparto sanitario è il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Pistoia Prato, Riccardo Bartolini. “Se i soldi della produttività aggiuntiva, che valgono 7 milioni di euro nell’Asl Toscana Centro (il dato non comprende le retribuzioni per i dirigenti medici, ndr), si potessero usare per assumere personale, noi avremmo quasi 200 infermieri in più nella pianta organica – dice -. Questo meccanismo viene impedito da una norma nazionale, ma sarebbe la cosa più logica da fare. Noi inoltre contestiamo la logica che per guadagnare in maniera adeguata devi lavorare di più. Anche perché questo può esporre i pazienti a maggiori rischi, visto che il personale è stanco e sotto pressione”.
Poi si apre il capitolo delle funzioni centrali. “Noi ci occupiamo di notifiche in materia civile e penale, e poi di esecuzioni come recupero crediti, pignoramenti, rilascio di immobili – spiega Vannucchi -. Nuove assunzioni non ce ne sono da vent’anni. E manca un coordinamento complessivo del personale da parte del ministero della Giustizia per assegnare il giusto numero di figure nelle varie aree della Toscana. Noi non sappiamo come fare a svolgere il lavoro quotidiano, nessuno si preoccupa di come queste carenze si vadano a riversare sul territorio. Non effettuare pignoramenti, ad esempio, o il rilascio di immobili, significa arrecare danni a tantissimi privati e aziende, che possono andare anche in serie difficoltà economiche”. Anche qui Bartolini e la Cgil appoggiano la battaglia. “Senza un piano straordinario di assunzioni nel pubblico impiego non si riescono a garantire servizi di base come la restituzione della propria casa o le salvaguardie per le azienda – aggiunge -. E soprattutto sul recupero crediti e sui pignoramenti in una provincia come quella di Prato che ha una fervente economia, questo è un problema di grande rilievo”.
Dei programmi elettorali delle Rsu Cgil si parlerà venerdì 4 aprile dalle ore 10.30 alla Casa del Popolo di Coiano a Prato, con un incontro con la segretaria nazionale della Funzione Pubblica Cgil, Serena Sorrentino. Incontrerà tutti i candidati di Prato e Pistoia. Una mattinata con tre talk show per affrontare problemi e soluzioni nel comparto sanità, nelle funzioni centrali e nelle funzioni locali. “Votare le Rsu Cgil significa avere a cuore, oltre agli interessi dei lavoratori, anche la tenuta di servizi essenziali che garantiscono fondamentali diritti di cittadinanza, come la giustizia e la sanità – conclude Bartolini -. Come Cgil vogliamo garantire ai lavoratori pubblici un rinnovo contrattuale che sia almeno pari all’inflazione, a differenza di ciò che è successo recentemente nel rinnovo del contratto dei lavoratori delle funzioni centrali, dove altri sindacati hanno firmato un accordo che riduce del 10% il potere d’acquisto dei lavoratori coinvolti”.