MamaBaba, dalla strada al palco
MamaBaba è un’artista intrigante e una figura poliedrica, capace di toccare differenti generi senza risultare mai banale, ma anzi, riuscendo a entrare a modo suo in ogni sonorità e interpretando canzoni e melodie con forza, eleganza e autenticità. Tuttavia, nonostante il suo straordinario talento nel cantare ogni cosa, è il blues la musica del suo cuore che la rappresenta e la racconta senza filtri. Il 4 aprile salirà sul palco dell’Ale Sound Blues Festival presso il Teatro Ambra di Alessandria dove coniugherà il suo stile musicale a un approccio sociale raccontando a modo suo le signore del blues e l’amore.
Ciao MamaBaba e benvenuta sulle nostre pagine! Inizierei chiedendoti come stai?
Domanda interessante, anche perché è difficile rispondere senza cadere nel banale. Onestamente sto bene, anche perché sto realizzando un sacco di progetti e di cose interessanti. Cose che avevo in mente e che sto cercando di realizzare a modo mio. A oggi mi sento veramente bene!
Sei un’artista che ama cantare e interpretare più generi, ma c’è un genere che più di tutti ti rappresenta?
Amo cantare e interpretare tanti generi, mi piace cambiare, imparare e studiare. Sono sempre alla ricerca di un qualcosa che non conosco, per scoprirlo e approfondirlo. Con il blues è successo questo. All’inizio lo conoscevo poco come genere, ma grazie a un insegnante di un coro gospel amatoriale mi sono pazzamente innamorata del blues. Ho scoperto in questo genere lo strumento che più di tutti mi rappresenta. Anche la mia voce negli anni si è lasciata coinvolgere dal blues.
Sei nel cartellone dell’Ale Sound Blues Festival. Un festival importante giunto alla terza edizione. Vuoi raccontarci cosa porterai sul palco?
Sul palco porterò il mio progetto delle signore del blues, anche perché in questo festival saranno presenti molte associazioni che trattano dei temi delicati e sociali, tra cui diverse associazioni che parlano di donne. Con l’occasione porterò le loro storie e i loro racconti e quello che mi piacerebbe rappresentare sul palco: è l’impegno sociale e in particolare l’impegno contro la violenza di genere. Anche se non ne parlo direttamente, ma canto delle storie e delle canzoni che di sociale hanno tutto.
Per te è una responsabilità rappresentare il blues anche in un contesto del genere?
In questo periodo sono successe molte cose e ho dovuto temporaneamente “abbandonare” alcuni progetti e la strada per dedicarmi ad altro. Posso dire, nonostante tutto quello che ho fatto, che la strada mi manca tantissimo; anche perché il blues suonato e cantato per strada, per me, è il massimo. È la rappresentazione concreta del voler portare la musica alla gente.
C’è una differenza tra il cantare per strada e su un palco?
La differenza è nella percezione del pubblico. Se piaci o non piaci lo capisci subito. Vedi la gente indifferente e quella che balla, quella che ti ascolta e quella che ti fa l’occhiolino, quella che ti filma e che poi ti lascia il soldino. Cantare per strada ti mette veramente in contatto con il pubblico, mentre cantare su un palco è più filtrato. È sicuramente fantastico portare la propria storia sul palco, ma c’è comunque una certa distanza con il pubblico dal punto di vista umano. Poi per carità, la differenza non è netta, ma secondo me esiste.
Parlando di palchi: di recente ti abbiamo visto anche The Voice Senior, dove hai portato un brano di Nina Simone. Una bella responsabilità portare il blues in prima serata su Rai1…
Nina Simone come Etta James e molte altre fantastiche donne fanno parte del mio universo musicale. Tuttavia, se devo essere sincera: non ho scelto io il brano da interpretare nel programma. La produzione, fatta da lavoratori fantastici, ha scelto il brano che, secondo loro, mi rispecchiasse sia musicalmente che visivamente. Però, la casualità, è che è comunque un brano che mi rappresenta molto e che canto alla fine di ogni mio concerto. Mi ha fatto molto piacere che la produzione abbia scelto proprio quel brano lì. È come se in quel momento ci fosse stata una sorta di affinità intellettuale tra loro e me.
Tanti i palchi, la musica e i concerti, ma puoi aggiornarci sui tuoi prossimi progetti?
Sono molti gli impegni che mi vedranno protagonista nei prossimi giorni; intanto posso dire che sta per uscire un mio inedito e sarà un pezzo in lingua italiana e con delle sonorità blues. Uscirà tra aprile e maggio. Poi sto lavorando anche al nuovo disco, che proporrò sia in formato digitale sia fisico. Infine, sto lavorando a diversi progetti che mi vedranno in giro per tutta l’Italia prima e durante l’estate. Insomma sto lavorando tanto per regalare al pubblico nuova musica.
Dopo tanti anni di palchi e canzoni, ci saranno degli aneddoti. Ce ne vuoi raccontare?
Stavo con la mia band e suonavamo in metropolitana, in uno di quegli open stage dove tanti artisti solitamente si esibiscono per farsi conoscere; e mentre suonavamo, è arrivata una signora delle pulizie, che probabilmente tornava a casa dal lavoro, e invece di passare oltre, si è fermata ad ascoltarci. Quella donna mi ha colpito perché, in mezzo a tanta gente, anche meglio vestita e con probabilmente più fortune in termini economici, ci ha ascoltato con grande interesse e ci ha anche donato una moneta prima di andarsene. Mi sono commossa perché ho sentito che lei ci ha ascoltato veramente e che se anche per pochi minuti, siamo riusciti a trasmetterle qualcosa.
Oggi MamaBaba si sente una donna, ma soprattutto una cantante, felice?
È difficile rispondere, anche perché il concetto di felicità è piuttosto complicato da comprendere. Comunque, direi di sì, oggi mi sento un’artista felice, anche perché come ho detto all’inizio, sto finalmente facendo quello che mi piace e soprattutto, sto realizzando dei progetti in cui mi riconosco. Anche come donna mi sento felice e in questo momento non posso chiedere di meglio.