ROMA A RISCHIO: UN IMAM SOMALO PROGETTAVA UN ATTENTATO. FERMATO IN MOLISE
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di Roberto Fiordi (12/03/2016)
Adesso Roma sembra essere nel mirino attentati. È quanto emerge dai fatti accaduti a Campobasso, dove un giovane imam somalo è riuscito a fuggire dal centro d’accoglienza di Campomarino con l’obbiettivo, molto probabilmente, di raggiungere la Capitale e compiere un attentato. Il pronto intervento da parte degli uomini della Digos di Campobasso è stato essenziale a fermarlo per tempo.
Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha commentato:«Il sistema funziona, guardia alta. Ancora una volta il nostro sistema di prevenzione ha funzionato».
Secondo l’accusa il 22enne imam somalo, all’interno del centro d’accoglienza, esortava gli altri ospiti a unirsi alla jihad per la conquista dell’Occidente, e a seguirlo prima a Roma e poi in Siria. Diceva che la guerra continua, di andare a Roma e partire dalla stazione.
Questi inneggiava all’Isis, ad Al Qaeda e ad Al Shabab. Esaltava gli attentati terroristici di Parigi e il martirio. Un personaggio comunque fin troppo esaltato da essere di disturbo anche per gli ospiti del centro, molti dei quali diffidavano di lui al punto che alcuni di questi si sono dovuti perfino allontanare dalla preghiera perché impauriti.
Una telecamera nascosta, posizionata nella sua stanza, ha ripreso le immagini che andava a visionare, dove vi erano anche quelle di attentati.
È stata una conversazione intercettata tra due persone ospiti del centro che hanno lasciato intendere che l’imam era pronto per passare alla mobilitazione.
I sospetti su di lui erano già alti da parte della polizia, e dunque questo è bastato a far scattare il fermo immediato.
Dalle indagini è emerso che il 22enne imam somalo avesse già un piano operativo per entrare in azione e gli strumenti per portare a compimento l’attentato, quello che però mancava erano i segnali che potesse passare all’azione.
A questo punto non rimane che domandarci se quello dell’imam fosse solo un caso isolato oppure se ci fossero altre cellule pronte a fare attentati in giro per l’Italia.
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Immagine fonte Google